No knead black bread

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{Una curva lunga come un respiro, e sei a Boverno. Il filo di campanelle argentate, che lega da parte a parte la strada, augura il suo malinconico Buon Natale in ogni stagione. Segno che il tempo, da queste parti, non passa molto spesso.}

(Valeria Pomba)

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Ingredienti:

  • Farina integrale, 300 g + un po’
  • Farina d’orzo, 150 g
  • Farina di segale, 200 g
  • Farina di farro, 150 g
  • Farina di avena, 120 g
  • Farina di mais, 50 g
  • Farina di riso, 50 g
  • Semini di girasole, 20 g
  • Semi di lino, 15 g
  • Semi di zucca, 20 g
  • Lievito di birra fresco, 2 g
  • Malto d’orzo, 1 cucchiaino
  • Acqua tiepida, 800 ml
  • Sale fino, 1 cucchiaino

Procedimento:

  • Preleva dal totale dell’acqua circa 80 ml e sciogli al suo interno il lievito e il malto d’orzo. In una capace ciotola disponi tutte le farine, aggiungi il cucchiaino di sale, i semi di zucca, quelli di lino e di girasole. Dai una mescolata veloce con un cucchiaio di legno ed aggiungi la restante acqua senza lievito, continuando a mescolare e poi unisci anche l’acqua con il lievito. Dai ancora una mescolata veloce, copri con la pellicola e lascia risposare a temperatura ambiente per 15 ore.
  • Spolvera un piano il legno con abbondante farina integrale e rovesciaci sopra l’impasto che sarà cresciuto e avrà formato sulla superficie tante piccole bolle. Con l’aiuto di una spatola allunga leggermente l’impasto e poi ripiega verso l’interno i lati, tutti e quattro. Spolvera sempre con la farina integrale un canovaccio pulito, disponilo su una placca da forno e con la massima attenzione trasferisci l’impasto al centro, facendo in modo che le pieghe stiano sotto. Copri a campana con una ciotola e lascia riposare, sempre a temperatura ambiente, per altre sette ore.
  • Prepara due contenitori in coccio che possano andare in forno e che combacino per formare una campana, l’uno sull’altro; mettili nel forno e accendilo a 230°. Attendi che siano roventi (io ho atteso circa 20 minuti), spolvera con un poco di farina integrale il contenitore che utilizzerai come base, io ne ho utilizzato uno con diametro di 24 cm, e rovescia al suo interno l’impasto, stavolta con le pieghe all’ insù. Spolvera leggermente la superficie di farina, coperchia con l’altro contenitore e disponi in forno sempre caldo a 230°.
  • Cuoci il pane per circa 40 minuti. Rimuovi quindi il coperchio e continua a cuocere il pane per altri 15 minuti. Togli anche il contenitore in cui è stato cotto il pane, spegni il forno e metti il pane al suo interno con lo sportello aperto a metà.
  • Lascia raffreddare su una gratella, quindi servi.

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22 thoughts on “No knead black bread

  1. Oddio. No, davvero. Oddio! Scorrevo le farine e mi scoppiava il cuore. Così poco lievito, così tanta ricchezza. Immagino il sapore, immagino la preziosità di questo pane. Ti rassomiglia molto, sai? Intenso, vero, profondo, travolgente, sano, unico….. come te. Sei la mia meraviglia, Ale. Davvero. Non passa giorno, e momento della giornata, in cui il mio pensiero non sia con te.
    Ti abbraccio con infinito affetto.

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  2. Ho sentito proprio quelle campanelle suonare.. Leggendo le tue righe…
    E devo dire che a volte, se il tempo passasse meno in fretta, se gli attimi potessimo gustarli meglio, non mi dispiacerebbe..
    Questo pane mi piace da morire, scuro, intenso, dai sapori unici, con tutti quei semini a dar contrasto di consistenze… Bellissimo da farcire e portare sui prati, magico da gustare con una marmellata fatta in casa, per una superlativa colazione che sa di casa, di famiglia.. Proprio per rallentare un po’ la frenesia di sempre..
    Tesoro che brava sei!
    Ti abbraccio

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    • Bella Bianca, leggerti mi fa sempre sentire un po’ più vicina a te. Il pane nero è così versatile e saporito, sta bene anche da solo. Rispetto al tempo, ho cercato di rallentarlo con questa lunga lievitazione… che dici, l’ho rallentato? Un bacione a tutti, nessuno escluso!

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  3. MMhHHHH, tante farine, unite insieme per dare un sapore unico a questo pane così bello e rustico! Ti abbraccio tesoro mio e complimenti per i tuoi bimbi che vedo sempre su fb…sono uno spettacolo della natura!

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  4. Tutte queste farine, insieme alle tue mani preziose, non potevano non generare un pane così bello e invitante… è stupendo, Ale, davvero magnifico! Anche io rifletto sul passare del tempo in questi giorni.. riflessioni sparse… e mi hanno colpito molto le parole del tuo incipit.. Ti stringo forte forte e con tanto affetto, bacini ai tuoi meravigliosi piccoli ❤

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    • Vale, tesoro mio, le lunghe lievitazioni richiedono tempo, e inducono alle riflessioni. Con energia si impasta, in questo caso si mescola, e poi si attende che cresca da solo. Come se ci fosse qualcosa di magico nella lievitazione, basta seguire dei semplici passaggi, che si perfezionano col tempo, e il risultato è quasi sempre stupendo. Non sarebbe bello se funzionasse così anche nella vita? Ti stringo ❤

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  5. Immagina la mia faccia contenta mentre leggo il lungo e corposo elenco di farine usate… e vedo che c’è anche quella d’orzo, questa è sintonia! 🙂 Hai racchiuso in una ricetta tutto quello che c’è nella mia dispensa e che cresce… perchè è bello che una nuova farina entri nella nostra vita e nella nostra cucina come un’amica in più! E i pani sanno come rallentare e trattenere il tempo… ben più saggi di noi…

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    • Francesca, mi piacciono da morire le ricette che crescono. Ho avuto come esempio una nonna che impastava ogni settimana 10-15 kg di farina assieme ad un secolare lievito madre…le pagnotte veniva cotte nel forno a legna costruito da mio nonno. L’attesa era costellata di profumi e spicchi di pizza perchè noi nipotine puntualmente insistevamo affinchè ce ne preparasse qualcuna. Il pane durava una settimana, magari diventava un po’ duro, la crosta poco croccante, diciamo pure che dipendeva dall’umidità, e poi si ricominciava. L’inizio della settimana coincideva con l’odore della legna bruciata e quello del pane, non con il lunedì. Sono contenta che questo pane ti piaccia… un abbraccio e buon fine settimana!

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  6. Per me questo pane è un capolavoro di equilibrio, dosaggi pazienti, “collezioni” di farine buone, pizzichi di amore e di magia. Sa di tempo che sa fermarsi e ripartire solo quando è il momento, quando il nostro cuore è pronto, quando siamo ristorati e un pochino armati per resistere alle avversità. Ti abbraccio, piccolo grande cuore

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  7. alessia, sai che questi sono i pani che piacciono a me. Mix di farine (quanto è bmi trovare così tante “amiche” su quella lista), pochissimo lievito e tanti semini, come i pani nordici, che sono sempre i miei preferiti. Non vedo l’ora di provarlo presto, magari con il nostro lievito madre, così scuro, sano, genuino, vero…come te.
    Marta

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    • Si, vi prego, provatelo col lievito madre, così poi lo ammiro attraverso lo schermo! Non avendo a disposizione il lievito madre fresco ricorro a quello di birra, ma come vedi ne utilizzo pochissimo, io sono per le preparazioni a lunga lievitazione… quanto mi piace sbirciare sollevando un poco il panno in cotone per vedere come sta crescendo! Dolcezza mia, vi abbraccio forte e buon fine settimana, A.

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  8. Tesoro ho letto il tuo commento, e devo dire che se riusciamo nelle cose, se siamo contente dei nostri progetti realizzati, il merito è anche di chi ci sta intorno. Noi siamo riuscite a circondarci di persone splendide, come te ❤

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  9. mamma mia tutti quei semini che gioia, che festa, adorabili, sentirli sotto i denti mentre fanno croc! un pane superbo con grandi farine, con una forma accogliente,che sa di buono, che sa di casa, che bello, mi hai rapita e proiettata in una giornata all’aperto, con il sole, il prato, i fiori, un pic nic, questo pane, qualche salume, formaggio!!!!! ti abbraccio tesoro!

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